home Galleria fotografica Scheda rifugio

BIvacco AI FOP

16 - 17 Ottobre 2010

 

Bivacco AI FOP 16 - 17 Ottobre 2010

Ciao assidui lettori, ne abbiamo conquistato un altro. Un bel bivacco rustico ma molto ben tenuto. Un piccolo appunto... troppo grande la legna nel bivacco per la stufa ivi disponibile... e neanche un'ascia a portata di mano!!! Ma ce l'abbiamo fatta, il bivacco l'abbiamo scaldato lo stesso.


Partecipanti: Ruspa, Dany, Gio, Cucciolo e Max. Ed il nuovo arrivato: il furgone. Non ha ancora un nome, deve conquistarlo sul campo. Il White ormai ha finito il tempo delle spedizioni, ora fa solo il lavoro duro di cantiere, fino a quando ce la farà. Siamo sicuri che morirà sul campo. Grazie White Furgoncin.


Il nuovo furgone è una scheggia, e "tira da bestia". 110 cv imbizzarriti. Purtroppo pochissimo sterrato a questo giro, ma tanti tornanti e un temutissimo rischio di scendere a valle la domenica con la neve... fortunatamente scampato...


La spesa l'ha fatta il Ruspy da solo... ed ha dimenticato di acquistare l'acqua... azz... tanto c'è su la fontana "nei pressi" (Dany dixit)... mi viene quasi da dire nei pressi "sta minchia", almeno 10 min di discesa, e 15 di salita irta per portare acqua al bivacco. La fontana infatti si trova all'Alpe Ai Fop, 50 mt di dislivello sotto il bivacco.


Comunque eravamo ben forniti di birracce e vino. Carico zaini, belli pesanti e partenza. La giornata non è delle migliori, di sole... neanche l'ombra! E le previsioni annunciano acqua nel pomeriggio, nonché neve al di sopra dei 1300mt... guarda caso... beccheremo la neve!


Sulla cartina Kompass il bivacco non è riportato, ma crediamo di sapere dove sia... e si parte alla volta della nostra meta. La camminata non è assolutamente difficoltosa, procede tranquillamente e dalle notizie scaricate da internet sappiamo che alla fine della pista (per jeep) bisogna tenere la sinistra fino al cartello giallo, e poi salire il pendio ricco di ontani e macereti. Ora, trascurando il fatto che non sappiano nè cosa siano gli ontani, nè i macereti... sta minchia di cartello giallo non lo troviamo e proseguiamo la salita dritti nella valle. Dopo una bella oretta ci ritroviamo all'Alpe Palù ( toponimo, utilizzato molto sulle montagne della zona, in quanto identifica una zona paludosa ) dove capiremo benissimo ... di esserci persi!!! Abbiamo seguito il sentiero sbagliato, e non sappiamo più dove andare. Chi vuol proseguire, Ruspa, chi vuole triangolare con le montagne (che tra l'altro a nuvole basse non si vedeva una cippa ), Max, chi si fidava ciecamente della guida, il Cucciolo e Gio. E chi non sapeva proprio che minchia fare:la guida, il Dany.


Proviamo ad utilizzare l'aiuto a casa, telefoniamo alla Patty che sotto le indicazioni di Max e del Dany cerca di svelare l'arcano del nostro errore... ma anche la Patty non capisce una minchia! In più il telefonino prende malissimo e la chiamata cade con il risultato che la Patty piangerà la perdita del suo amato Max fino alla sera del giorno dopo, quando Max riuscirà a ricontattarla... poveretta ha temuto per la nostra sorte tutto il sabato pomeriggio e la domenica mattina!


Comunque, dopo tante discussioni, saggiamente si decide di ridiscendere a cercare il benedetto cartello giallo. Ritorniamo fino alla pista da jeep... e miracolosamente scorgiamo il cartello giallo... giallo!? Staminchia! Il cartello giallo si rivela essere marrone mimetico montano, con le scritte senape. Vabbeh dopo tanto peregrinare recuperiamo il sentiero e fra ontani e macereti giungiamo prima all'Alpe Ai Fop, dove capiamo che l'acqua sarà ben lontana dal bivacco, e poi, sotto i primi abbondanti fiocchi di neve, raggiungiamo il bivacco Ai Fop.


Nevica... nevica!!! E chi va adesso a prendere l'acqua!? "Se vai tu, ti accompagno" dice Ruspa al Cucciolo... "ma staminchia" risponde il Cucciolo... "vieni su te con la pentola della pasta sotto la neve al freddo... neanche i monaci shaolin devono affrontare tali prove di coraggio!".


Il Cucciolo prende in mano la situazione e con il coltellino svizzero ed il pentolino del the, esce a grattare i primi due centimetri di neve... e... un pentolino alla volta sciolto sulla stufa siamo riusciti a fare l'acqua per la pasta... e per bere... mica si poteva continuare a bere vino...


Il pomeriggio procede tranquillo, cazzeggio aperitivo, pasta "alla neve", grappino, briscola chiavata, ricazzeggio, lotta nei cazziapelo , e intanto nevicava.


E mica ha smesso di nevicare... ha messo giù 30 cm in una notte... la mattina dopo eravamo preoccupati per la discesa, ma non solo... temevamo di trovare anche il furgone nuovo nella neve, dover montare le catene... ed arrischiarci sui tornanti...


Sveglia presto... colazione, zaini, pulizia, foto di rito... sospiro, e partenza in discesa.


Max parte per primo, deciso a fare da apripista. Senza ghette... senza guanti... senza cappello... minchia un kamikaze. Ma ha fatto da apripista egregiamente...


Tutto bene fino all'Alpe Ai Fop... ma quando è iniziato il bosco di ontani e macereti... un disastro. La neve copiosa ha fatto ripiegare sotto il proprio peso tutta la vegetazione... risultato: niente più sentiero. Piante da scrollare... tracce da seguire... grandi Max e Ruspa che hanno fatto tutto il lavoro sporco! Un freddo biscia.


Di qui?! No di lì... Prova a salire... bisogna passare sotto le piante piegate... un'odissea, ma alla fine arriviamo al fottutissimo cartello giallo, ora in un bel paesaggio imbiancato.


Il brutto è passato, ma bisogna ancora arrivare al furgone... chissà in che condizione sarà... quanta neve... dobbiamo mettere le catene. Il Cucciolo era in ansia... ansia fino a quando lo abbiamo visto... solo una sbrisinatina di neve... tutto ok.


Pranzo in piazza della chiesa a Caldenno… faceva freddo...


E partenza alla volta di Mariano. Vittoriosi.

Alla prossima.



 
 

Ogni personaggio, storia, riferimento a fatti reali e quant'altro è puramente opera di fantasia...!